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sono le tre parole-chiave che danno già al discorso inaugurale del Concilio Vaticano II, un carattere del tutto inedito. Ma è soprattutto l'ultimo termine del brano riportato che accende i motori dell'innovazione pastorale. La grande intuizione del Pontefice, insiste Monsignor Bettazzi e non senza esplicitamente contrapporla alla successiva curva comportamentale seguita dai successore di Giovanni XXIII, fra cui anche il Papa dimesso, fu proprio la scelta del carattere pastorale del concilio ossia la determinazione di affidarsi ai suoi vescovi, senza preordinare esiti e comportamenti, quella fu la scelta pastorale. La volontà di rinunciare al filtro della curia e lasciare che il popolo della Chiesa convocato a Roma potesse realmente esprimersi.